Ritorniamo a Naga dove espletiamo le formalita' dell.estensione del visto che purtroppo finira' un giorno prima della nostra partenza per l'Indonesia percio, dovremo spostare il volo( speremo ben). La tappa successiva ci porta a Legaspi (4 ore di pullman) dove le nostre ultime speranze di comperarci la moto sfumeranno in breve tempo visto i prezzi dell'usato. Tentiamo anche di comperarci due biciclette ma il problema di caricare i bagagli e' piu' grave del previsto, percio' si continuera' il viaggio con i mezzi locali. Grande delusione per il sottoscritto ma qui' e' talmente tutto bello che il morale non ne risente.Il giorno dopo con un tour de force lasciamo la grande isola di Luzon con un traghetto per raggiungere l'isola altrettanto estesa di Samar. Cambiando sempre mezzo di trasporto
dopo un'ora circa di Jeepney ci imbarchiamo dal piccolissimo porto di Victoria per arrivare dopo 20 min sulla piccolissima isola di Dalupiri piu' comunemente chiamata di S. Antonio. Alloggiamo in un bungalow in riva al mare dalla forma strana ma comodissimo presso il resort Haven of Fun. L'isola e l'acqua che la circonda sono veramente da cartolina, qui' il tempo si e' fermato e la popolazione locale si procura l'acqua dalle pompe a mano che si trovano in strada i pescatori vendono il pesce appena pescato in spiaggia (senza scontrino fiscale). Noi siamo gli unici stranieri e durante le nostre passeggiate veniamo salutati da tutti e invitati a mangiare patate dolci e bere caffe'in molte case. Il fatto che tutti parlino inglese aiuta molto la conversazione permettendoci cosi' di porre e ricevere domande su le molte differenze di stile di vita che distinguono i nostri paesi. Tutti i giorni vediamo l'alba e facciamo colazione in riva al mare, poi si fa la spesa di pesce(sardine fresche, calamari o tonno) comperiamo il ghiaccio, facciamo un lungo bagno e sono appena le 8 del mattino!!!!!!!!!!! La Manu passa molto tempo a tradurre la guida e studiare i prossimi itinerari, a fare acqua gim e ginnastica in spiaggia, che vita!!!!!!!!! Esploriamo l'isola a piedi camminando per ore e dissetandoci raccogliendo e aprendo non senza difficolta' noci di cocco, le temperature sono sempre molte alte ma tutti i pomeriggi dei fortissimi ma brevi temporali rendono l'aria fresca per poche ore. Facciamo conoscienza con il dottore dell'isola che e' stato piu' volte in Europa e con un prete filippino che accompagnava una trentina di giovani ragazzi in maggioranza gay e lady boy, con i quali ci siamo divertiti come matti a ballare e a bere rum fino dalle prime luci del mattino, il prete era il piu' scatenato di tutti visto che alle 9 a.m. la sua bottiglia era gia' vuota e alzava la musica al massimo. Immaginate la scena e vi divertirete con noi. In questo paradiso trascorriamo sei giorni e ci rendiamo conto che fino ad ora le nostre due tappe principali nelle Filippine essendo fuori dai circuiti turistici tradizionali ci hanno regalato giornate d'altri tempi. Per raggiungere Tacloban da Victoria impieghiamo 10 ore viaggiando su pullman che in Europa andrebbero demoliti, in compagnia di galli e animali vari. Alla fine dei trasferimenti arriviamo sempre distrutti ma poi passiamo ore a parlare di tutto quello che ci e' successo nella giornata ridendo al pensiero che il giorno dopo tutto si ripetera,' perche' i mezzi partono quando sono al completo si fermano dove la gente lo richiede o perche' l'autista deve bere o andare al bagno o solo per salutare amici e parenti, puo' scoppiare una gomma ecc. ecc. Qui' a Tacloban abbiamo incontrato due ragazzi conosciuti nel 'lisola pochi giorni fa e che ci hanno fatto visitare la citta'e conoscere nuovi cibi filippini. Come temevo spostare la data del volo non solo ci ha fatto perdere mezza giornata tra aeroporti e uffici vari ma abbiamo dovuto sborsare ben 80 euro, che sfiga!!!!!! Scrivo il blog da un internet point peche' dove alloggiamo non c'e' la connessione e vi giuro che non e' una cosa facile perche' ci sono una trentina di ragazzi che giocano al compuiter e che fanno un tifo da stadio con urla e balli. Tanti auguri al fratellone della Manu che ha compiuto 27 anni sperando che ci possa raggiungere per trascorrere insieme a noi delle indimenticabili vacanze. Le foto sono state inserite dal pc a caso ma speriamo che rendano comunque bene l'idea di ciò che vediamo e viviamo tutti i giorni.
sabato 20 aprile 2013
lunedì 8 aprile 2013
Lasciamo il Vietnam che ci ha dato dal punto di vista paesaggistico e culturale tantissimo ma siamo felici di non vedere più i suoi abitanti ( tranne qualche raro caso) che ci hanno deluso sotto tutti i punti di vista, propio un peccato perchè ci sarebbe piaciuto ritornare in questo meraviglioso paese. Forse qualcuno non sarà d'accordo ma dopo due mesi e 6300 km a stretto contatto con la popolazione locale questo è quello che ci sentiamo di scrivere. Si vola!!!!!!!! Il nostro aereo per Manila parte all'una di notte ma il pullman per arrivare all'aeroporto è alle 19, un'ora e siamo nella caotica aerostazione di Hanoi.Passiamo il tempo a guardare lo spettacolo della gente da tutto il mondo e sbrigate le formalità del caso ci imbarchiamo. Quattro ore di volo tranquillo e alle prime luci dell'alba arriviamo a Manila. Qui inizia l'avventura filippina. Solo prendere un taxi senza essere imbrogliati è un impresa, nessuno vuole accendere il tassametro ma alla fine, vista la mia decisione e la faccia truce veniamo accompagnati alla stazione degli autobus che ci porterà a Naga verso sud.A voi sembrerà tutto ovvio e facile ma Manila si presenta come una città in guerra. Il taxista è armato e per prima cosa ci dice di chiudere le porte, poi alla stazione degli autobus agenti armati di pistoloni e fucili a pompa perquisiscono tutti prima di entrare , stessa cosa al super market dove comperiamo da mangiare visto che ci attendono dieci ore di pullman. Alla fine dopo 10 ore arriviamo a Naga, Il primo impatto con i mezzi di trasporto filippini è esilerante ci sono moto con il sydecar coperto coloratissimi e una specie di autobus a forma di jeep anche questi colorati e disegnati con immagini religiose o sportive, propio belli. Un'altra cosa strana è che qui nessuno o quasi suona il claxon e per noi che veniamo da due mesi passati in Vietnam dove se non suoni sei già in ospedale un po' ci sconcerta. Capiamo subito che i prezzi degli alberghi qui sono abbastanza alti ma alla fine troviamo una accomodation decente per 10 euro. Prima di andare a dormire facciamo un giro in città sempre attenti quando comperiamo qualsiasi cosa ma capiamo subito che qui è tutta un'altra storia. Tutti ci sorridono e i prezzi sono uguali per tutti non come in Vietnam che i turisti sono visti come ricconi da derubare anche solo comperando una Coca Cola. Su consiglio di una ragazza tedesca conosciuta pochi giorni prima ad Hanoi la nostra prima meta sarà la penisola di Caramoan a suo dire un paradiso ancora non distrutto dal turismo di massa. Aveva ragione!!!!!!!! Da Naga arrivare a Paniman è già una avventura di per sè. Prima prendiamo un autobus sgangherato poi una jeepney tipica locale poi una coloratissima barca con i bilancieri e per finire un tricycle ride per raggiungere un posto davvero incantevole. Alloggiamo presso La Playa Camp dove rispolveriamo la nostra tendina che piantiamo in riva al mare ancora sconcertati da tanta bellezza selvaggia. La vita da campeggio ci esalta e il vicinissimo villaggio di pescatori ci permette di entrare in contatto con la gente locale sempre prodiga di sorrisi e di domande.Le nostre giornate cominciano all'alba visto che anche i primi raggi di sole offrono un caldo assurdo, tutti sono già in piedi e la vita si ferma durante le ore centrali della giornata visto il caldo soffocante e l'umidità al 100%. Non eravamo abituati a queste temperature e sopratutto al fatto che anche da fermi all'ombra il sudore cola copioso da tutto il corpo. Per vedere tutta la costa da terra abbiamo affittato una moto per una giornata e il giorno dopo una barca che ci ha accompagnato su deele isole che solo le foto che vedrete potranno rendere omaggio a tanta bellezza. Abbiamo conosciuto una coppia Cieka simpaticissima,ma qui sono tutti disponibili e sempre pronti alla conversazione. Tutti ma propio tutti parlano in inglese perciò speriamo finalmente di impadronirci di questa lingua che a volte ancora ci è ostile o forse noi siamo un pò'........ Da quanto abbiamo capito spostarsi nelle Filippine con i mezzi locali non sarà sempre facile ma forse ci compreremo una moto e poi si vedrà. Siamo felicissimi di essere in questo paese che anche solo dopo pochi giorni ci ha dato belle sensazioni come quando eravamo nella super ospitale Thailandia.
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