venerdì 28 settembre 2012









Ce l'abbiamo fatta!!!!!!! dopo 2 giorni di tentativi siamo riusciti a prenotare le immersioni a Sipadan. Ma ora ci godiamo  Kota Kinabalu. La città in riva al mare è proprio carina ed accogliente famosa come base di partenza per la scalata all'omonima montagna alta oltre 4000 metri e dalla cui sommità in caso di bel tempo si possono vedere le Filippine.  Noi dopo l'esperienza dei pinnacoli evitiamo un'altra salita ma il motivo vero è che l'ascensione costa 1200 euro in due essendo da pochi anni diventata proprietà privata. Il giorno dopo il nostro arrivo ci alziamo alle 5 per visitare il grande mercato del pesce occasione che noi non perdiamo mai, ma che a volte ci lascia perplessi sopratutto quando si vedono squali catturati solo per asportarne le pinne dorsali che vengono messe ad essiccare poco lontano. Anche i cavallucci marini sono in vendita come grossi barracuda di 20 kg o pesci palla. E' sempre una bella esperienza vivere due ore  tra banchi di pesce di tutti i tipi e taglie,  grida di pescatori intenti a scaricare i propi pescherecci  a forza di braccia  e donne vocianti, mentre i primi raggi di sole cominciano a scaldare tutto e tutti. Grande pregio di questa città è il mercato  filippino notturno, dove decine di piccoli ristoranti improvvisati in riva al mare cucinano pesce fresco alla griglia e dove noi in compagnia di amici Italiani conosciuti giorni prima divoriamo Red Snapper (simil dentici) da oltre un chilo, calamari giganti, super gamberoni ecc. ecc. Da K.K. partiamo per raggiungere dopo 6 ore di pullman Sukau in riva al grande fiume Kinabatangan. Anche senza nessuna prenotazione riusciamo a trovare un bel bungalow e ad organizzarci per i tour in barca all'alba e uno al tramonto nella speranza di incontrare i famosi elefanti nani e molte altre specie di animali tipici del Borneo. La fortuna però in questa occasione non ci aiuta e così riusciamo a vedere, si fa per dire, solo scimmie nasiche, macachi di varie specie, qualche serpente e niente di più. Comunque solo il giro in barca su questo immenso fiume color cioccolato meritava la visita. Ora vi sto scrivendo da Sandakan che abbiamo raggiunto con un altro trasferimento in mini van  (3 ore) non del tutto indolore visto che le strade erano tutte buche e che si incontravano miriadi di camion carichi di frutti delle palme da olio. Qui a Sandakan stiamo benissimo anche perché il nostro ostello è dotato di una grande cucina dove noi dopo aver fatto compere al mercato ci possiamo cucinare di tutto riassaporando i nostri piatti preferiti(con ovvie limitazioni). Le visite ai musei e le belle passeggiate sul lungomare riempiono le nostre giornate, con pause anche guardando qualche film in lingua inglese e belle chiacchierate con una coppia mista inglese filippina che tra parentesi ci hanno invitato a casa loro in una isola da sogno nell'arcipelago filippino. Siamo in fibrillazione perché mancano solo 4 giorni alle tanto agognate immersioni a Sipadan. Domani mattina presto infatti partiremo per Semporna (6.30 ore di pullman) cittadina dai pochi spunti di interesse ma base da dove partire per questa nuova grande avventura subacquea che ci attende.

venerdì 21 settembre 2012


Evviva !!!!! Siamo atterrati a Mulu, un piccolo aereoporto dove sembra di essere in un film. Nessuna cosa meccanizzata tutto viene fatto a mano e in cinque minuti è tutto finito. Proprio un bel volo di circa 90 min. con il suono dei motori ad elica sorvolando  un interminabile distesa verde divisa a tratti da fiumi  color ocra come fossero dei grandi serpenti. Seguiamo il consiglio di Patrizia e Danilo  e ci fermiamo al Cave Homestay da loro consigliato. Praticamente dormiamo in una bella stanza a casa di una coppia con figlio e condividiamo tutti gli spazi con loro, ma la chicca è che per casa scorazzano sei gatti giocherelloni ed affettuosissimi. Tra di loro quello nero entra subito nelle nostre grazie e praticamente mangia e dorme con noi. Il capo famiglia, che lavora presso il parco che dista solo 350 metri dalla casa ci chiede subito se vogliamo partecipare al trekking di tre giorni che ci porterà a vedere i famosissimi Pinnacle . Noi ancora frastornati dal viaggio e da tante novità tergiversiamo e prendiamo del tempo anche perché il costo del tutto x due persone è di circa 200 euro. Dopo 3 ore circa, confrontati i prezzi con altri decidiamo di accettare e così cominciamo a preparare uno zaino(solo il mio perché la Manu non può portare pesi). Dobbiamo portarci il cibo x tre giorni, i sacchi a pelo. la zanzariera, sei litri d'acqua, vestiti di scorta e i poncho anti pioggia, il tutto x un peso stimato di 10/12 kg. Ignari di cosa ci attendesse nei 3 giorni successivi andiamo a letto felici e contenti. Primo giorno: Partiti presto con una barca stretta e lunga modello Indiana Jones e con altri due compagni d'avventura, risaliamo per circa tre ore il torrente a volte scendendo per spingere la barca causa scarsezza d'acqua e con le sanguisughe sempre in agguato. Dopo due tappe per visitare delle grotte, sbarchiamo e ci incamminiamo per otto km nella foresta. Il sentiero tutto in piano è molto piacevole e selvaggio con due attraversamenti di torrenti su ponti di corde e tanta natura. Con le spalle doloranti (solo le mie) dopo circa tre ore raggiungiamo il campo base denominato" campo five". Una bella struttura tutta in legno integrata nella foresta e con un bel torrente vicino dove ci tuffiamo senza esitazione visto il caldo e la grande sudata!!!!!!!!!! Alla sera ceniamo tutti in compagnia, circa una trentina di giovani e la nostra guida ci pianifica la scalata del giorno dopo con un breffing che non ci ha fatto più parlare ma solo dire: Ma ea scherza vero? No xe possibie!!!!! Secondo giorno: Sveglia alle 5.30 colazione e alle 6 il nostro gruppo (4) era pronto. Dopo 200 metri in piano il sentiero diventa praticamente una salita ripidissima da farsi a tratti tirandosi con delle corde, e quasi sempre arrampicandosi con mani e piedi, ma la cosa assurda era che questo sarebbe durato per tutti i 2400 metri del sentiero, arrivando a coprire alla fine un dislivello di 1500 metri. Salivamo praticamente perpendicolari alla montagna senza nessun zig zag ma dritto x dritto, guardavamo davanti a noi e non credevamo di riuscire a proseguire. Sapevamo poi che gli ultimi 400 sarebbero stati i più pericolosi dove le pareti a 90 gradi dovevano essere superate a forza di braccia e con dei passaggi pericolosissimi senza nessuna sicurezza.  Dopo i primi 900 metri di salita io vedevo tanti puntini luminosi e mi veniva da vomitare, così anche la Manu, ma vedere gli altri salire il pensiero è stato: A costo de morir, xe và sù eori, ghe andemo anca nialtri casso!!!!!!!! Superato il momento peggiore non ci siamo più fermati o quasi e così dopo 4 ore di sudore e fatica abbiamo raggiunto la vetta e lo spettacolo che avevamo davanti era unico ed ineguagliabile. La Manu è stata a dir poco eroica e la sua gioia era palpabile, non finiva di dire, SONO LA SUPER MANU!!!!!!!!!  Quaranta minuti a goderci il meritato spettacolo e poi la discesa altrettanto se non più pericolosa della salita, con le gambe che non tenevano più e la Manu che rotolava rovinosamente a terra più volte, con lievi danni alle ginocchia e un principio di svenimento. Alle ore 15.18 eravamo di nuovo al campo 5 letteralmente morti ma con una gioia interna da poter spaccare il mondo.Terzo giorno: Percorriamo al contrario gli otto km di foresta saliamo in barca e alle 12.30 eravamo nel ristorante del parco con due birre ghiacciate e un bel piatto di carne davanti. Spero che questo mio riassunto di una vera avventura non vi abbia annoiato, anzi spero di esser riuscito a farvi percepire l'odore del nostro sudore e l'energia della nostra felicità!!!!!!!! Gli ultimi due giorni al parco li trascorriamo a leccarci le ferite e a piccole escursioni a grotte, tra le quali le Deer Cave che sono le più grandi del mondo e passeggiate su ponti di corde sospesi a 30 metri di altezza che attraversano la giungla. Ora dopo una settimana di isolamento nel cuore del Borneo vi sto scrivendo da Kota Kinabalu che abbiamo raggiunto ieri con un volo da Mulu via Miri sempre con aerei ad elica e sempre dentro l'avventura. Stiamo tentando di prenotare le immersioni a Sipadan prima di spostarci da qui perciò come al solito non sappiamo cosa e dove saremo domani, D'altronde ........ E DURA LA VITA DEL VIAGGIATORE!!!!!!!!    Ps. Un saluto speciale va al nostro amico Cristiano Brussa che da ieri ha intrapreso un lungo viaggio in barca a vela che lo porterà ad attraversare l'oceano ed arrivare a Rio de Janeiro insieme a Sandro e altri due amici. A voi tutti un buon vento in poppa dai vostri amici Gino Manu

mercoledì 12 settembre 2012









La città dei gatti non poteva che essere allegra e simpatica, grandi raffigurazioni di  gattoni spuntano ovunque, nei giardini, nelle rotonde ,nelle immagini della città e ovviamente nei negozi di souvenir. Il grande e placido fiume Sarawak che la attraversa  la rende vivibile e affascinante, ci sono delle piccole barche  in legno che traghettano turisti e locali da una sponda all'altra quasi come sul Canal Grande della nostra amatissima Venezia. La prima visita non poteva essere che al museo dei gatti, bello e ben curato. Un'intera giornata la trascorriamo  al parco degli Orangutang del Borneo dove abbiamo avuto il piacere e la fortuna di vedere da vicino questi simpatici scimmioni dal folto pelo rossiccio. Il maschio dominante dal peso di oltre 150 chili e dalla testa enorme ci guardava mentre si nutriva e noi da una distanza di sicurezza scattavamo foto ma eravamo sempre pronti alla fuga visto che a volte perfino i ranger erano stati attaccati e seriamente feriti. Al nostro ritorno in città assistiamo agli allenamenti sul fiume di grandi e coloratissime piroghe con 28 rematori in vista della grande regata che si svolgerà il 16 di settembre.  Ci spostiamo da Kucing previa prenotazione per l'alloggio al parco Bako che raggiungiamo con un trasferimento in pullman e uno in barca. Le grandi raccomandazioni da parte degli addetti al parco di non fare assolutamente il bagno causa coccodrilli sempre in agguato (4 vittime all'anno) non ci rallegra ma di certo non ci ferma, il nostro bungalow in mezzo alla foresta ci fa sentire parte della stupenda natura che ci circonda, poi quando la Manu indossa il suo cappello da ranger binocoli al collo e zaino mimetico, l'avventura può iniziare. Già il primo giorno verso le 16 avvistiamo le famose e schive scimmie Nasiche  che si nutrono sugli alberi ad una decina di metri di altezza, una bella fortuna perché a volte non si fanno vedere per giorni. Foto e commenti ripetizione fino a quando con pochi agilissimi balzi si dileguano nel fitto della foresta. Siamo felicissimi e carichi di entusiasmo, trattenuti solo da l'influenza che il nostro caro amico Omar ci ha voluto regalare prima di partire da Kuala L. Stranamente il più colpito questa volta sono io che con la febbre a 38 stento un po' a reagire ma comunque, Refo!!!!!!! Il giorno dopo, febbricitante ma sempre pieno di energia seguo la Manu in un trekking di 4 ore nella foresta e dopo una sudata memorabile la febbre scompare e passo i miei malanni alla mia dolce metà che comunque con due aspirine risolve il tutto in poche ore. Alla sera rimaniamo padroni insieme a pochi altri viaggiatori di tutta l'area e seguiamo da vicino i macachi che cacciano i granchi nell'acqua bassa in spiaggia, davvero una cosa stranissima!!!!!!!!!!!! Ed ora il pezzo forte!!!!! dopo otto mesi finalmente i miei primi contatti ravvicinati con i serpenti!!!!! Le vipere arboricole qui sono di casa ed una in special modo mi diventa "amica" e si fa fotografare da vicino senza reagire anche quando la prendo delicatamente con un bastone per vederla meglio e poi rimetterla al proprio posto. Chissà perché tutti scappavano!!!!!!!!! L'escursione notturna nella foresta accompagnati da una guida ci ha riservato piccole belle sorprese, Ragni, rane velenose e altri stranissimi insetti che solo occhi esperti potevano notare e poi tante lucciole a salutarci. Ora siamo ritornati a Kocing e il 14 settembre prenderemo un aereo che ci porterà fino al parco di Gunung Mulu. Gli spostamenti in Borneo sono a volte lunghi e complicati visto che bisogna sempre prenotare in anticipo tutto, i voli sono economici e pratici per esempio, il Gunung Mulu è raggiungibile solo in aereo o con più di un giorno di navigazione in barca ma solo se il fiume lo permette e poi bisogna prenotare  il resort causa i pochi posti disponibili. Non è facile ma sicuramente fattibile x tutti, bisogna solo essere bene informati e avere sempre un po' di  C.......

mercoledì 5 settembre 2012


Lasciamo Tioman dopo una bella settimana in relax e in ottima compagnia. Ritroviamo la nostra tartaruga 2 che ci aspetta per accompagnarci a Kuala Lumpur dove inevitabilmente ci separeremo. In due giorni raggiungiamo la capitale e lì abbiamo appuntamento con Omar e la Lily che avevamo conosciuto 10 giorni prima e che ci ospiteranno in casa loro per 3 giorni. Ottima accoglienza da parte dei nostri amici che ci hanno anche preparato una ottima pasta con il granchio e l'immancabile caffè con la moka. Alla sera usciamo insieme a festeggiare il nostro primo anniversario di matrimonio mangiando dell'ottimo pesce in una via animatissima e colorata. Il mattino successivo ritrovato non senza fatica il concessionario dove avevamo acquistato la tartaruga 2, in cinque minuti sbrigate le veloci formalità e dopo aver incassato i soldi della vendita(non proprio quelli voluti) salutiamo la nostra compagna di viaggio e ci dedichiamo alla visita della città. Altre belle serate in compagnia di Omar che ci fatto sentire come a casa nostra sempre affettuoso e premuroso nei nostri confronti.  Oggi 5 settembre siamo atterrati dopo un tranquillo volo di un ora circa a Kuching nel Borneo malese che nella lingua locale significa GATTO!!!!!!!! Ora pianificheremo i nostri 35 giorni di permanenza in questi luoghi carichi di fascino e natura selvaggia, visitando i parchi e facendo dei trekking tra i più famosi e impegnativi dell'Asia. Secondo programma visiteremo sicuramente anche l'isola di Sipadan dove se sarà possibile effettueremo immersioni  in uno dei luoghi più belli al mondo!!!!!!!! Non sarà così facile visto che solo 120 sub al giorno possono immergersi e forse dovremmo aspettare un po' non avendo prenotato niente, ma con la Manu che porta sempre fortuna sicuramente saranno tutti lì ad aspettarci a braccia aperte!!!!   Un saluto speciale a Omar e alla Lily e uno super alla tartaruga 2!!!!!!!!!!!!!!!!!

venerdì 31 agosto 2012

Risaliti sulla nostra tartaruga 2, ogni pensiero sembrava andare più veloce di noi e il paesaggio lungo la costa era di sicuro più gradevole e vario dei precedenti. Decidiamo comunque di non fare molti km e così dopo averne percorsi un centinaio ci fermiamo a Kuala Terengganu. Gradevole cittadina con un bel lungomare illuminato da alberi artificiali  completamente ricoperti da piccole luci, un bel colpo d'occhio!!!!! Il giorno dopo, riposati e con il morale sempre più in ripresa decidiamo di percorrere i 250 per arrivare a Cherating , villaggio completamente anonimo che però le migliaia di surfisti che frequentano questo luogo hanno trasformato in un accogliente e simpatico posto dove trascorrere un paio di giorni almeno. Così facciamo anche noi, e finalmente finito il ramadan  si vedono grandi capre arrostire a fuoco lento in spiaggia fino al calar del sole per venire sbranate in pochi minuti dai locali e viaggiatori  presenti. Poi, la nostra permanenza ci regala anche un bel incontro con Omar da Roma e Lily malesiana che dopo quasi otto mesi ci preparano un caffè con la moka che noi abbiamo apprezzato in maniera esagerata  oltre che ad una ottima pastasciutta.  Altro trasferimento verso l'imbarco per  Tioman, una bella isola in parte  praticata da surfisti.  Ci imbarchiamo nel primo pomeriggio







dopo aver trovato un parcheggio custodito per la tartaruga 2. Due ore di traghetto in mezzo al casino di bambini e adulti che vomitavano e che correvano da un bagno all'altro. Alla quarta fermata finalmente sbarchiamo e una bella spiaggia bianca  ci accoglie abbracciandoci con le sue palme e dicendoci che non c'era posto da dormire. Ma una gentile proprietaria di un resort ci ha invitato a dormire sulla terrazza del ristorante con un materasso, riservandoci un bungalow che si sarebbe liberato il giorno dopo. Bella nottata passata con tre gattini dentro il sacco a pelo e  mamma gatta tra noi due. Con un trekking di sette km sola andata in mezzo alla foresta scopriamo la spiaggia di JUARA, bella e selvaggia con pochi bungalow tra le palme.  In quest'isola abbiamo avuto anche più incontro con i pipistrelli volpe che raggiungono anche gli ottanta cm. di apertura alare belli ed innocui e poi con lo scoiattolo gigante volante che per sfuggire ai predatori si lancia nel vuoto e può planare grazie a delle membrane che uniscono le zampe al corpo. Decidiamo di spostarci e di fermarci per 6 giorni in completo super relax in ottima compagnia di un'altra coppia che ha mollato tutto come noi circa due mesi fa. Ora vi descrivo una nostra giornata tipo(le imprecazioni fatele alla fine) Ci si alza alle 9.30 circa, bagno in mare, doccia e colazione sulla terrazza in spiaggia. un ora di relax e dopo una nuotata ininterrotta x un ora circa,raggiungiamo una piattaforma galleggiante dove prendiamo il sole. Verso le 14 si pranza leggero fronte mare, chiacchierata con gli amici, musica,birra fresca e relax in amaca. Più tardi bella passeggiata sull'isola per foto e piccolo spuntino a birra e patatine. Buona cena in spiaggia, non sempre a base di pesce ma comunque di ottimo cibo malesiano e non . Le serate finiscono sempre sul tardi, leggendo, consultando internet, e giocando, in compagnia di gente da tanti paesi diversi.  Tutto questo sempre a piedi nudi e in pantaloncini. Mi immagino già i vostri commenti alla fine di queste righe perciò vi dico che io al posto vostro direi le stesse cose e forse anche peggio, ma noi sappiamo che ci volete tutti bene e che la nostra gioia è anche la vostra perciò capisco i tanti vaff...... e i stron.......... Ciao dai vostri amici

sabato 18 agosto 2012









I tre giorni previsti per raggiungere la costa est della Malesia sono magicamente diventati due  causa  ramadan e la conseguente impossibilità di mangiare durante il giorno e di trovare alloggio x la notte. Comunque i 360 km sono stati piacevoli solo quando attraversavamo le montagne per poi piombare nella solita noia di un paesaggio piatto e senza niente di particolare. Arrivati al punto d'imbarco sbrighiamo velocemente la questione biglietti e il parcheggio della tartaruga2 anche con l'aiuto di un gentilissimo personaggio conosciuto per strada. La velocissima barca con due motori fuoribordo 115 Yamaha in circa 40 min. ci trasborda all'isola più piccola delle Perhentian per esattezza Kecil. Pieni di entusiasmo ,vista la paradisiaca isola cerchiamo alloggio purtroppo invano provando in tutti i resort sia da una parte che dall' altra dell'isola sempre con gli zaini in spalla, ma essendo arrivati un venerdì  di agosto alle 17 di un week end di festa per gli abitanti di Singapore, non ci rimaneva altro che dormire in spiaggia. E così passiamo la più brutta notte del nostro viaggio. Umidità al 100%, zanzare assatanate, un diluvio alle 3 di notte non ci hanno fatto chiudere occhio per più di un minuto, così quando abbiamo visto le prime luci del giorno eravamo già sollevati. Fortunatamente poco più tardi ritroviamo una coppia di amici conosciuti alle Cameron highlands che ci trovano un bungalow vicino al loro, mai scelta fu più sbagliata ma questo lo scoprirete più avanti. La lunga spiaggia di sabbia bianca bagnata da acque limpidissime di color turchese ci hanno fatto dimenticare tutti i problemi e le nostre giornate si preannunciavano meravigliose. Passiamo le mattinate a fare snorkelling ammirando pesci e coralli stupefacenti a pochi metri dalla riva. Anche l'incontro con una tartaruga marina gigante che abbiamo accarezzato e ammirato su pochi metri d'acqua è stato un momento indimenticabile del nostro viaggio. Trascorriamo due giorni in compagnia di quattro coppie di italiani simpaticissimi con i quali condividiamo nuotate e cene in riva al mare in allegria. Tra di loro Alessandro ex fotomodello particolarmente apprezzato dalla Manu e da tutti anche per la sua simpatia Federico un ingegnere progettista dei motori Ferrari da corsa e non per ultimo Davide ideatore delle sorprese che tutti noi abbiamo trovato negli ovetti Chinder, la nostra salute era assicurata da Gabriele infermiere aTorino, tutti ovviamente accompagnati da splendide ed interessanti compagne di viaggio, a loro tutti vanno i nostri affettuosi saluti. Dei vari diving presenti sull'isola scegliamo il Turtle Bay Divers che con il suo staff ci ha accompagnati in splendide immersioni in svariati siti, sempre in sicurezza e con grande professionalità e simpatia, La Manu ora è sempre più sicura in acqua anche sui relitti con poca visibilità e molta corrente, la vedo proprio divertirsi e godere del mondo sommerso e di tutte le bellezze che questi mari ti possono offrire. La vita notturna è sempre allietata da musica in spiaggia e da bella gente che si diverte, non come i party a Ko Tao ma comunque coinvolgente e animata come quando in pochi minuti ci siamo trovati tutti a ballare sotto un acquazzone improvviso. Dopo una settimana indimenticabile quando al mattino la Manu si è recata a ritirare i passaporti, carte di credito e i contanti (1000 euro circa in dollari e moneta locale) che avevamo lasciato nella cassetta di sicurezza  all'interno della recepiton pagando il servizio, la sento gridare: Gino Gino ci hanno rubato tutti i soldi!!!!!!!!!! Purtroppo era tutto vero, la cosa peggiore è che il proprietario ridendomi in faccia sosteneva che i soldi non c'erano mai stati sapendo benissimo di mentire. La cassetta non era stata forzata e sicuramente con una seconda chiave aveva preso i soldi lasciando tutto il resto per dimostrare che noi potevamo non avere mai messo dei soldi con i documenti. La cosa era stata architettata perfettamente e a me che penso possiate immaginare il mio stato d'animo, non mi restava che scaricare la mia rabbia sfondando una parete di legno a pugni per poi andare a fare l'inutile denuncia alla polizia. Lascio a voi ogni considerazione altrimenti dovrei scrivere chissà quanto, comunque sia neanche questo assurdo episodio riuscirà a scalfire la nostra voglia di viaggiare. Certo la rabbia e tanta ma come diciamo sempre: E' DURA LA VITA DEL VIAGGIATORE             PS Il resort dove siamo stati derubati si chiama Lemon Grass.

mercoledì 8 agosto 2012








Come da programma ci fermiamo a Kuala Kangsar bella cittadina non battuta dai turisti, la sua visita ci riserva molte piacevoli sorprese. Per la prima volta visitiamo l'interno di una affascinante moschea dalla cupola dorata a forma di cipolla indossando un camicione lungo fino ai piedi e la Manu anche un fazzoletto in testa. Troviamo uomini gentili che ci invitano a far foto ed ad assistere alla lettura del corano. Vediamo solo dall'esterno il maestoso ed imponente palazzo reale del sultano considerato il più bello della Malesia, anche il palazzo dei ricordi suscita una grande emozione considerando il fatto che è stato costruito nel 1931 tutto in legno e bambù intrecciato senza usare un solo chiodo. Essendo nel periodo del ramadan tutta la gente affolla i mercati che aprono i battenti alle 16 per chiudere alle 19.30 comperando ogni tipo di cibo tutto rigorosamente in sacchetti di plastica, per poi cominciare a mangiare dopo il richiamo alla preghiera                    che risuona in ogni dove. Assistiamo in riva al grande fiume che attraversa la città alle famiglie che mangiano mentre un tramonto dai colori caldissimi copre tutto il cielo. Questi sono quei momenti in cui ci rendiamo conto di essere lontani da casa e che assistiamo a dei spettacoli unici di vita diversa dalla nostra ma coinvolgente ed appassionante. Anche i gatti che qui in Malesia sono presenti in grande quantità approfittano di tanto ben di Dio o di Allah e la Manu con il solito sacchetto di croccantini ne è sempre circondata. Il giorno dopo arriviamo a Penang prima percorrendo l'autostrada n.1 dove le moto non pagano ed hanno una corsia riservata, poi attraversando il lunghissimo ponte che collega la terraferma con la grande isola. Decidiamo di pernottare fuori della caotica Georgetown preferendo un villaggio di pescatori più a nord vicino ad un parco. Merita una menzione particolare la nostra Guest House, dove sembra di tornare ai bei tempi dei viaggi zaino in spalla, una sgangherata struttura che sembra essere gestita tanto dagli ospiti quanto dal personale, con la compagnia di gatti e cani che scorazzano in giardino. Ritroviamo qui per puro caso una simpatica coppia conosciuta alle Cameron Highlands, Gharry  inglese ed Aurora spagnola, con i quali trascorriamo una bella giornata facendo trekking nella giungla e un bel bagno nella spiaggia di Monkey beach. Riserviamo un intera giornata a Georgetown visitando il museo nazionale(bello ed interessante) il suo forte inglese e tutti i quartieri tipici di questa città che amalgama al suo interno le comunità malesi, cinesi e indiane che pur conservando gelosamente le rispettive identità e tradizioni convivono pacificamente. Assaggiamo inoltre le specialità culinarie più famose, zuppe di pesce, frittate piccanti dai gusti a volte non descrivibili, anatra cinese in salsa piccante ecc. ecc. L' unico inconveniente di questa isola è che i loro abitanti festeggiano il ramadan scoppiando petardi fino a notte inoltrata ma del resto bisogna adattarsi. Ora il programma di viaggio prevede un lungo spostamento dalla costa ovest a quella est (360 km) dove ci imbarcheremo per le isole Perhentian, tragitto che percorreremo presumibilmente in 3 giorni, attraversando montagne ed immense piantagioni di palme da olio, fermandoci su delle piccole città che non sono scritte sulla guida, perciò l'avventura continua.